Loppiano, laboratorio di economia

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In occasione di Loppianolab, intervista a Vittorio Pelligra

di Violetta Conti

pubblicato su cittanuova.it il 10/09/2010

100504_Pompeu_01Economia, cultura ed educazione. Questi gli ambiti  su cui si muoveranno le riflessioni, le idee e le sperimentazioni durante i quattro giorni di meeting, expo di aziende e tavole rotonde aperte a singoli, imprese, associazioni ed enti che parteciperanno dal 16 al 19 settembre 2010 a Loppianolab.

Era il maggio del 1991 quando Chiara Lubich parlò per la prima volta di economia di comunione a San Paolo del Brasile, proponendo un agire economico che fosse indirizzato soprattutto alle aziende, ispirato ad una nuova cultura, quella “del dare”. Imprese che producono per condividere, ridistribuendo  in tre parti gli utili: ai più poveri, alla promozione della cultura di condivisione ed allo sviluppo dell’azienda stessa. A questo proposito abbiamo intervistato Vittorio Pelligra, ricercatore universitario e curatore con Luigino Bruni del libro per Città Nuova "Economia come impegno civile" sull'economia di comunione.

La crisi economica è un fenomeno di portata mondiale, che evidenzia le fragilità del sistema capitalista…

«Può apparire paradossale, ma proprio le crisi, come quella che stiamo vivendo ormai da qualche anno e che non è certo superata del tutto, possono essere i “luoghi” propizi del cambiamento, i motori dell’innovazione e del progresso (krisis cioè “separo”, “deciso”, e in senso lato “cambio”). E il cambiamento di cui maggiormente oggi si avverte la necessità in ambito economico è di tipo antropologico ed etico. Questa fase del capitalismo moderno ha evidenziato la fragilità di un modello economico basato sull’idea di agenti egoisti, individualisti ed auto-interessati e di una modalità di comportamento nella quale anche gli altri agenti vengono trattati come mezzi di produzione, di consumo o di risparmio»

In che modo l’EdC è una risposta al modello economico occidentale?

«La prospettiva dell’EdC, in questo senso, nonostante la ridotta scala su cui opera attualmente, può offrire tanto a riguardo. Innanzitutto può contribuire a riproporre agli uomini il senso del loro stare insieme come ricerca e costruzione del “bene comune”  in un sistema di convivenza civile nel quale l’economia e il mercato debbono avere una valenza positiva; un’occasione di fraternità e di affrancamento dalla miseria. Ma è anche l’occasione per superare le barriere nazionali creando una rete globale di condivisione e un laboratorio di innovazione sociale ed economico»

Durante i quattro giorni, quali saranno le occasioni e gli appuntamenti per sperimentare tangibilmente l’operato dell’EdC?

«Innanzitutto dal 16 al 19 il Polo “Lionello Bonfanti” ospiterà l’expo delle aziende aderenti al progetto: un insieme di spazi espositivi, mostre e laboratori che consentiranno la circolazione delle idee, delle esperienze e delle storie di tante imprese che in questi anni hanno dato concretezza all’idea di EdC. Un’occasione per conoscersi e confrontarsi su temi quali: energia e  ambiente, finanza etica e sostenibilità, interventi sociali e promozione della salute. Nei giorni 18 e 19, poi, è prevista la convention “EdC per l’Italia: Imprese, progetti, futuro” durante la quale esperti ed operatori discuteranno sui temi dell’innovazione, della crisi economica, dell’imprenditoria giovanile e femminile e che si concluderà poi con il lancio della prima Assemblea Internazionale dell’Economia di Comunione che si terrà, a vent’anni dalla nascita del progetto, nel maggio prossimo in Brasile»